DESK SUD EST EUROPA
L’area del Sud-Est Europa rappresenta una regione con la quale l’Italia intrattiene una relazione di “partenariato strategico” consolidatasi progressivamente negli ultimi anni.
Dopo un decennio di fine XX secolo scandito da drammatici eventi conflittuali, infatti, la regione ha conosciuto più di due lustri di significativa stabilità politica, avviandosi decisamente sulla strada dell’integrazione sia “verticale” (con le istituzioni europee ed internazionali) sia “orizzontale” con la creazione di un’area di libero scambio regionale (completata proprio a Roma il 13 novembre 2003, durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE).
Gli ultimi mesi hanno fatto registrare una progressiva, decisiva apertura tanto a livello istituzionale, con la caduta degli ultimi veti negoziali vis à vis le istituzioni europee, quanto a livello sociale, con la apertura delle frontiere e la liberalizzazione dei visti. Anche le istituzioni finanziarie europee puntano sulla regione come dimostra la creazione della Western Balkans Investment Framework (Wbif), un’azione congiunta di Commissione, Banca europea per gli investimenti (Bei), BERS, Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa e, potenzialmente, altri paesi donatori di fondi, per coordinare e incrementare gli interventi tecnici e finanziari a supporto degli investimenti negli stati dei cd. Balcani Occidentali.
L’Italia è stata per molti aspetti artefice di tali dinamiche, con una costante azione dispiegata dai soggetti pubblici nazionali e locali, dalle imprese (oggi circa 30.000 aziende italiane sono presenti nei paesi dell’area), dai numerosi militari impegnati nella stabilizzazione della regione (ad oggi circa 3000 fra Albania, Bosnia, Kosovo e Fyrom). La vicinanza geografica ed i profondi legami storici hanno infatti reso del tutto naturale una proiezione complessiva del Sistema paese che oggi riveste nell’area una posizione di leadership.
L’Italia è ad oggi primo partner commerciale dell’Albania, della Croazia e della Serbia, secondo paese fornitore per Romania, secondo paese cliente per Bulgaria, Bosnia e Romania.
Il nostro Paese risulta essere il primo mercato destinatario dell’export proveniente complessivamente dalla regione, con una quota pari a circa il 15%.
Di converso il nostro export rappresenta il secondo fornitore, alle spalle della Germania, con una quota superiore all’11%. Sotto il profilo degli investimenti diretti, l’Italia risulta il primo investitore in Albania e in Montenegro, il sesto in Romania (pur essendo il principale investitore per numero di aziende), settimo in Croazia e nono in Bosnia e Bulgaria.
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