Matteo Ricci - Incontro di Civiltà nella Cina dei Ming
Quest’anno la Regione Marche usa il passepartout della cultura e torna in Cina con un evento dedicato a Padre Matteo Ricci in occasione delle solenni celebrazioni per il IV centenario della sua morte. Nasce così il Progetto Padre Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610), ampio contenitore promozionale all’interno del quale l’avvenimento più importante è sicuramente la mostra Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming. Per la prima volta sul territorio cinese, una grande mostra ricostruisce gli eventi e ripercorre le orme del celebre gesuita marchigiano, eroe della storia culturale del mondo. Matteo Ricci fu pioniere assoluto nello stabilire un solido ponte culturale fra Occidente e Cina, divenendo il simbolo moderno ed attualissimo del rispettoso dialogo tra due mondi fino ad allora reciprocamente posizionati agli antipodi: Ricci seppe mettere in contatto le due realtà e, grazie alla sua opera, quelle che di fatto erano antitesi culturali si riconobbero finalmente come le due metà di un intero.

L’ambasciatore cinese in Italia, Sun Yuxi, in visita nelle Marche, confessò di aver sentito per la prima volta il nome della nostra regione leggendo i libri sull’opera di Li Madou.
A Padre Matteo Ricci in Cina furono riservati privilegi degni di un dignitario cinese. Fu introdotto nella Città Proibita, alla corte dei Ming, e divenne consigliere dell’imperatore seppure non gli fu mai permesso di incontrarlo. In Cina la fama del gesuita, letterato, filosofo, uomo di scienze – figlio illustre della Regione Marche - si è tramandata nei secoli ed ancora oggi è una figura attualissima che nell'immaginario del popolo cinese evoca conoscenza, umanesimo, cultura, tolleranza.Matteo Ricci seppe farsi semplice come colomba, consapevole che “non esiste senza unità senza differenze”, e fece breccia nel cuore dei cinesi.
La mostra, promossa e realizzata grazie all’impegno eccezionale della Regione Marche - sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - rappresenta una grande vetrina sulla figura e sull’insegnamento di Li Madou: un’ulteriore opportunità per avvicinare le due grandi civiltà, quella cinese e quella italiana. La rassegna è curata da Filippo Mignini, direttore dell’Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l’Oriente e già responsabile di tre esposizioni su Ricci: Macerata 2003, Roma (Vittoriano) 2005 e Berlino 2005.
Inaugurata dal Presidente Gian Mario Spacca a Pechino, presso il prestigioso Capital Museum, il 6 febbraio 2010, la mostra è itinerante: a Pechino fino al 20 marzo, si è poi spostata a Shanghai, presso lo Shanghai Museum, dal 2 aprile al 23 maggio, per poi essere allestita a Nanchino dal 4 giugno al 25 luglio nei locali del Nanjing Museum; ultima destinazione in terra cinese di questo memorabile evento culturale sarà Macao. L’esposizione documenta il primo significativo incontro tra la civiltà europea e la civiltà cinese ricostruendo il complesso viaggio - fisico, culturale e spirituale - compiuto da Ricci e dai suoi compagni in collaborazione con un’ampia cerchia di intellettuali cinesi.

L'inaugurazione di Pechino
Le 200 opere in mostra provengono dalle maggiori Istituzioni museali italiane e cinesi, tra cui capolavori del Rinascimento italiano (Raffaello, Tiziano, Lotto, Barocci, Zuccari, Romano, De Magistris) che saranno per la prima volta esposti in Cina accanto a preziosi documenti dell’arte e della cultura dell’impero dei Ming.
Ad attestare le innovazioni che elevarono Ricci nell’olimpo dei grandi della Cina - l’unico occidentale, insieme a Marco Polo, ricordato a Pechino nel grande monumento agli eroi cinesi del secondo millennio – sono esposte numerose opere: libri e manoscritti, decine di preziose cinquecentine, rilegature artistiche, incisioni su rame e modelli in scala strumenti musicali, macchine leonardesche e dispositivi meccanici, strumenti scientifici, congegni per la misura del tempo e dello spazio, nonché pezzi di arredamento tardo rinascimentali e arazzi. La seconda parte della mostra illustra invece il mondo che Matteo Ricci trova in Cina al suo arrivo e ricostruisce, attraverso documenti originali e oggetti d’epoca cinesi, il “viaggio” da Macao (primo approdo) a Pechino, dove è tuttora conservata la tomba del grande pioniere.
Per gran parte del 2010 le relazioni politiche e culturali tra i due Paesi saranno all’insegna di questa grande iniziativa culturale con la quale, peraltro, la Regione Marche intende sviluppare una forte azione di presenza nel continente asiatico, anche di carattere economico e commerciale. Il lavoro preparatorio è stato svolto con grande impegno, basti ricordare che la Regione Marche è membro dal 2006 del Comitato Intergovernativo tra l’Italia e la Cina ed è l’unica regione presente nella Commissione istituita dal Ministero degli Esteri e preposta all’organizzazione degli eventi per il concomitante “2010: anno culturale della Cina in Italia”.
In occasione dell’inaugurazione della Mostra a Pechino, la Regione Marche ha realizzato l’evento Luxury Marche - The best of Made in Italyal quale hanno preso parte 400 personalità cinesi: rappresentanti di istituzioni, buyers e operatori economici. La serata dedicata al Total Look Made in Marche - in particolare moda e tipicità agroalimentari – è stata organizzata dal desk regionale di Nanchino in collaborazione con UnionCamere Marche e le Aziende Speciali delle Camere di Commercio.
Il 2010, l’anno di Padre Matteo Ricci, sarà quindi testimone di un forte e rinnovato impegnodelle istituzioni regionali per rafforzare la propria presenza e quella delle proprie imprese in mercati ritenuti altamente strategici come quello cinese.La Cina, è vero, appare lontana e difficilmente raggiungibile. Eppure, c’è l’esempio di Padre Matteo Ricci a fungere da guida nel cammino di avvicinamento della nostra Regione al vasto microcosmo cinese. Quattrocento anni fa, tramite quell’esempio catalizzatore, le due parti si aprirono ad un mutuo scambio di valori, conoscenze e sensibilità: un modello ancora oggi attualissimo. In questo incontro di civiltà deve essere quella figura a guidare le nostre scelte, una vera e propria luce nell’oscurità con il suo esempio senza tempo di pace e tolleranza tra i popoli.
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